MAI PIÙ TAV. LA MACROREGIONE ALPINA NASCERÀ SOTTO LA STELLA DEL M5S.

La Macroregione alpina riguarderà circa 80 milioni di persone appartenenti a 7 Stati tra cui Italia, Austria, Francia, Germania, Slovenia, Leichtenstein e Svizzera. Per il Bel Paese in particolare, le regioni coinvolte da una strategia condivisa per l’economia di questo immenso territorio sono Lombardia, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Veneto, le provincie autonome di Bolzano e Trento, Valle d’Aosta e Piemonte. Per questo il contributo del Movimento 5 Stelle, grazie alla sua portavoce Daniela Aiuto, è stato di fondamentale importanza nel definire le linee guida su cui l’Europa dovrà muoversi nel trattare un tema così importante.

Il Parlamento europeo ha imparato dagli errori del passato, in particolare dagli orrori che si verificano puntualmente con una gestione infrastrutturale sbagliata, leggasi il TAV. Ad oggi una “macroarea” così strategia per l’economia italiana non può essere lasciata alla mercé d’interessi finanziari oscuri e di lobby pronte a speculare sulla pelle dei cittadini e del territorio stesso. Il primo passo per arginare i sottotraccia è stato fatto prima in commissione Ambiente, poi in quella Trasporti e turismo, dove è stato approvato un parere che andrà a confluire in una relazione finale che sarà definitivamente votata durante la seduta plenaria di settembre.

Tutti i capisaldi voluti dal Movimento 5 Stelle sono stati rispettati. Parliamo di un coinvolgimento attivo delle popolazioni locali attraverso consultazioni pubbliche (prima di costruire nuove infrastrutture) e del potenziamento delle infrastrutture esistenti prima della realizzazioni di altre strutture. Sempre nel merito si parlerà di trasparenza assoluta sugli atti relativi alle opere pubbliche e di una oculata salvaguardia dell’ambiente. Se un determinato progetto è destinato a mettere a rischio l’ecosistema della macroregione non potrà quindi essere finanziato con una pioggia di soldi pubblici come avviene oggi con la Torino-Lione. Si punterà anche su un turismo spalmato nell’arco dell’intero anno e non concentrato in singole stagioni.

Tutte proposte di assoluto buon senso, accolte favorevolmente, che non dovranno essere stravolte da qui a settembre. Vi terremo aggiornati su ogni sviluppo, per adesso la triste lezione del TAV sembra aver fatto scuola.

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