VIRGINIA, CHIARA, VIVIANA E LE ALTRE. SINDACI NONOSTANTE LE QUOTE ROSA

Quote rosa- “riserve indiane” servono a poco, se non a nulla. E non me ne vogliano le ben vestite signore radical chic che vanno in giro per convegni a ribadire l’importanza per le donne di vedersi garantito uno spazio in politica (e nelle istituzioni) che altrimenti non avrebbero proprio perché donne.
Chi scrive crede nella capacità e nelle competenze delle persone, di qualunque sesso siano e qualunque orientamento sessuale abbiano. I diritti acquisiti in base al sesso contraddicono il più elementare diritto di uguaglianza. Le persone, tutte, hanno diritti e devono esercitarli. Anche quello di fare il sindaco o il primo ministro. E mai come oggi, a ballottaggi chiusi, i fatti parlano chiaro. Se mi convinci ti voto. E, soprattutto, se penso che tu valga punto su di te. Nel Movimento 5 Stelle continua ad accadere questo. Sette sindaci su 19 sono donne. Donne che si sono messe in gioco, che hanno dimostrato di avere delle capacità e delle competenze per poter proporsi agli elettori. Che stia per avviarsi ai titoli di coda il tempo delle belle “ministrine” con la bocca rosso fuoco sempre pronta a sorridere in favore di telecamera? Ce lo dirà il tempo. Intanto le donne che oggi si apprestano ad amministrare Roma e Torino, ma anche centri più piccoli sanno che dovranno rimboccarsi le maniche, lo sapevano già quando hanno deciso di scendere in campo. Nella nostra piccola Basilicata, a Pisticci, la prima donna sindaco del Movimento 5 Stelle sa che dovrà amministrare una cittadina che è stata per anni sotto la cappa asfissiante di un ‘sistema’ che ha fatto affari sulla pelle dei cittadini. Sa che dovrà dare risposte concrete a quei cittadini, che hanno deciso di spezzare le catene del malaffare e della malapolitica. Virginia, Chiara, Viviana e tutte le altre se amministreranno bene non sarà perché sono donne, ma perché sono persone oneste e capaci. E’ ora che se ne convincano i più riluttanti. Ed è soprattutto ora che lo comprendano quelle donne che per anni hanno vissuto all’ombra di vecchi e nuovi marpioni della politica che le hanno relegate all’ombra di una segreteria di partito o peggio ancora in una stanza vuota di una Regione o di un Comune perché “non è ancora arrivato il tuo momento’. Il momento è quando decidiamo di provarci perché siamo convinte di poter dare il meglio di noi stesse. Tutto il resto sono quote.

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Fonte: editoriale di Giusi Cavallo di Basilicata24 > Giornale Lucano

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