Infrastrutture: il Mezzogiorno abbandonato dallo Stato italiano

È passata solo una settimana dal terribile disastro ferroviario di Andria, e già le cronache si occupano di altro, non se ne parla quasi più. Si cercano i responsabili diretti, ma poco o nulla si dice sulle cause che stanno a monte di una arretratezza atavica delle infrastrutture del mezzogiorno. Si è parlato molto riguardo al famoso finanziamento europeo di 180 milioni di euro per il raddoppio e l’ammodernamento della linea in questione; finanziamento che da tre anni aspettava l’attuazione e che era stato utilizzato solo per il 2%.

È molto difficile ottenere finanziamenti europei per il nostro Paese, notoriamente tra gli ultimi ad accaparrarsi quelli che sono in realtà soldi provenienti dalle tasse anche dei cittadini italiani. Diventa poi quasi assurdo dover accettare che sia lo stesso Stato italiano a non chiedere nulla per il Mezzogiorno e per colmare il suo storico gap infrastrutturale. Sì, perché il CEF (Connecting Europe Facility), lo strumento con cui la Commissione europea finanzia le infrastrutture all’interno dell’Unione, ogni anno mette a disposizione delle somme per determinate opere su precisa richiesta degli Stati membri. Per quest’anno, solo 12 opere in Italia saranno finanziate dal CEF e tra queste, indovinate quante nel sud Italia? ZERO!!!

Proprio per questo ho inviato una interrogazione alla Commissione europea per motivare queste scelte che escludono completamente le aree geografiche come il sud Italia, aree che invece hanno più bisogno di investimenti per le infrastrutture. Io la risposta l’immagino già, ma voglio proprio vederla messa “nero su bianco” dalla Commissione, perché tutti gli italiani devono sapere la verità inconfutabile, ossia che è diretta responsabilità del nostro Governo se il sud continua ad essere il fanalino di coda non solo dell’Italia, ma dell’intera Unione europea!!! #VotateliVia

Cliccate qui per scaricare il CEF Transport Calls for Proposals 2015 dedicato all’Italia.

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