L’#INTERRAIL GRATUITO NON DEVE DIVENTARE LA SOLITA MANGIATOIA PUBBLICA

Dopo essere stati tacciati di populismo a tutti i livelli, sia in Italia che fuori dai confini, arriva a Strasburgo quello che potremmo definire la proposta più populistica della storia dell’UE: l’interrail gratuito per tutti i diciottenni. E casualmente arriva nel momento di minore popolarità dell’Europa, un “istinto” improvviso da parte dei popolari (la destra comunitaria) che vede anche l’appoggio del presidente del Consiglio italiano. Certo, non siamo ai livelli “altissimi” del ponte sullo stretto – queste vette di follia sono ancora sconosciute in queste aule – ma ci stiamo forse avvicinando. Andiamo con ordine.

La proposta di regalare un interrail a tutti i maggiorenni d’Europa è brillante. Va nella direzione di una vera unione e consentirebbe ai giovani di viaggiare senza pesare eccessivamente sulle tasche delle famiglie. Favorirebbe l’apertura mentale e l’integrazione tra diverse culture. Purtroppo, però, ci sono diverse problematiche che entrano in gioco:

• l’incidenza sul budget (per il momento solo una richiesta) è estremamente significativa, si parla di oltre due miliardi di Euro. Una cifra che avrebbe consentito alla Grecia di uscire dal pantano ai tempi dei memorandum.

• esistono già programmi per sostenere le iniziative di mobilità giovanile legate al lavoro e all’istruzione, come ad esempio EURES o ERASMUS+, ma anche altri;

• c’è un’assenza di criteri meritocratici e socio-economici che concorrono a rendere questa iniziativa, così com’è, puro populismo;

• ci sono aree geografiche, come le isole, che hanno esigenze di trasporto diverse e i cui giovani verrebbero tagliati fuori;

• si danno i soldi a una parte dell’industria ferroviaria che si garantirebbe introiti sicuri a discapito di altri attori del mercato.

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