FERROVIE, DALL’EUROPA UN INNO ALLE LIBERALIZZAZIONI SELVAGGE

Il Parlamento europeo ha approvato il quarto pacchetto ferroviario, un inno alle liberalizzazioni del settore. Si va verso un’apertura del mercato dei servizi ferroviari nazionali che lascia alquanto perplessi: le questioni sollevate dal Movimento 5 Stelle non sono state prese in considerazione, così come non è stata ascoltata la voce dei lavoratori del settore.

Oggi più che mai in Europa ci troviamo a pagare il prezzo delle liberalizzazioni selvagge in tutti i campi. Questo prezzo si chiama precariato, abbassamento del livello qualitativo dei servizi, minori garanzie occupazionali e in generale peggiori condizioni lavorative. A giovarne sono chiaramente le grosse imprese del settore, che probabilmente vedranno diminuire i costi per accedere a nuove fette di mercato.

In Italia viviamo poi una situazione del tutto particolare, infatti, da noi il servizio è già stato liberalizzato da tempo e i fruitori italiani possono fare da testimoni di quanto la liberalizzazione del settore, se non fatta tutelando la qualità dei servizi e i diritti sociali dei lavoratori, si trasforma in implementazione di costi laddove i servizi di mercato sono remunerativi (ad esempio la tratta alta velocità Roma-Milano). Mentre il resto della rete ferroviaria nazionale, lo zoccolo duro del servizio pubblico, viene tralasciato e il gap con le reti principali non viene colmato, in una piena assenza di investimenti.

Gli investimenti conseguenti alla liberalizzazione andranno, infatti, a incanalarsi sulle tratte remunerative, perché seguiranno le logiche di mercato, mentre le tratte meno remunerative verranno tralasciate e quindi a queste saranno sottratti anche i futuri investimenti. Per quanto riguarda i lavoratori del settore, non vi sono obblighi di salvaguardia dei posti di lavoro, nel caso di subentro di azienda che offre il servizio pubblico in seguito ad aggiudicazione tramite gara. Cosa che una liberalizzazione di tale portata avrebbe dovuto imporre a tutela delle migliaia e migliaia di lavoratori che invece oggi si trovano di fronte all’incertezza più totale.

Il Movimento 5 Stelle è e sarà sempre dalla parte dei lavoratori e non potremo mai giustificare il ricorso alla liberalizzazione totale senza le doverose tutele sociali.

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