In Parlamento con la clava, i cavernicoli tornano a Bruxelles

I retaggi dell’età della pietra riaffiorano in Parlamento, in quella che dovrebbe essere la casa della democrazia europea. Anni di battaglie, incontri, politiche promosse dall’Unione in difesa della parità di genere, mortificati dalle dichiarazioni insensate e offensive di un parlamentare europeo. Lascia sgomente tutte le donne la dichiarazione del collega polacco Janusz Korwin-Mikke, poiché si fa fatica a credere che sussistano ancora retaggi sub-culturali di tale portata.

Credo che considerare le donne meno intelligenti e capaci degli uomini, e pertanto “meritevoli” di guadagnare meno e di avere un posto di sudditanza nella società, sia un sotto-pensiero indegno dell’uomo di qualunque provenienza, cultura ed estrazione sociale, e fa specie ritrovare tali soggetti all’interno dell’Europarlamento, ossia di quella che, seppur con i manifesti limiti e criticità, rimane la più alta camera rappresentativa della democrazia europea. Non solo suscita l’immediata condanna, ma sprona noi donne, soprattutto quelle come me chiamate a rappresentare e tutelare tutte le altre, a moltiplicare i nostri sforzi affinché tali manifestazioni grottesche non vengano più a ripetersi, e affinché i cittadini e le cittadine europee non siano più rappresentati da chi si ostina a vivere nell’età della pietra! Ha ragione Gabbani, a volte “l’evoluzione inciampa”!

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