Reti Ten-T, diffidate da venditori di fumo!

In questi giorni, il Presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso, è stato presente qui a Bruxelles in occasione della riunione del Comitato delle Regioni. Tornato in Abruzzo ha, come al solito, gridato ai quattro venti i suoi grandi successi ottenuti qui in Europa. In particolare, questa volta sta puntando sulle reti Ten-T e sul loro ampliamento che dovrebbe coinvolgere anche l’Abruzzo. Come sapete, le reti Ten-T sono le famose reti trans-frontaliere europee, concepite all’inizio degli anni `90 e che avevano come obiettivo quello di “avvicinare” i vari Stati membri e facilitare le connessioni e i trasporti europei, sia da est verso ovest che da sud verso nord del continente.

Tutta la fascia adriatica fu all’epoca tagliata fuori da questi percorsi strategici di connessione, per le quali nel corso dei decenni sono stati investiti miliardi di euro, e per motivazioni legate principalmente ai bassi flussi di percorrenza. Cosa significa far parte di un corridoio Ten-T? Significa avere grandi investimenti per la realizzazione di grandi opere, di reti ferroviarie ad alta velocità, e tutte le infrastrutture ad esse connesse.

Il Presidente D’Alfonso, in un ennesimo delirio di onnipotenza, ha di nuovo avuto un abbaglio in relazione al suo ruolo politico all’interno del Comitato delle Regioni. Questo lo dico perché, per i non addetti ai lavori, va spiegato che il Comitato delle Regioni altro non è che un organo puramente consultivo che produce dei pareri assolutamente non vincolanti né per il Parlamento né per la Commissione europea.
Di fatto è una sorta di “dopo lavoro” dei vari Governatori di tutte le Regioni degli Stati membri, dai poteri pressoché inesistenti. Infatti, non è previsto almeno per i prossimi anni, alcun ampliamento delle reti Ten-T già previste. In più occasioni, la Commissaria europea ai trasporti Bulc, ha fatto capire chiaramente che già in questa fase, post crisi economica, si fa grossa difficoltà a trovare le risorse economiche per completare le reti già previste; e pertanto risulta molto difficile trovare nuovi finanziamenti per ampliare i tracciati e ridisegnare nuove reti e nuovi percorsi.
Difatti Ferrovie dello Stato ha già iniziato ad implementare la rete ferroviaria esistente sulla costa adriatica, con dei lavori di miglioramento che porteranno un discreto vantaggio in termini di tempi di percorrenza, ma che non sono e non saranno mai “alta velocità”, per la quale non ci sono le condizioni per un investimento di tale portata.

I cittadini devono fare attenzione ai vari annunci, e invito tutti ad informarsi il più possibile per non cadere più nei tranelli di una politica che ci ha abituati a grandi annunci e a grandi slogan, finiti troppo spesso in fumo. Eh giá…cittadini..diffidate da venditori di fumo!!!

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