Scioperare è un diritto, Ryanair rispetti i suoi impiegati

Niente sciopero venerdì 15 o rischiano di saltare aumenti o promozioni. È l’esplicita minaccia formulata da #Ryanair, in una lettera inviata dal capo del personale Eddie Wilson ai piloti italiani della compagnia low cost irlandese.
Nella missiva Wilson ricorda come nel paese “il sindacato dei piloti Anpac sta incoraggiando i piloti Ryanair a non lavorare il prossimo 15 dicembre tra le 13 e le 17 ora locale”. Noi, aggiunge, “ci aspettiamo che tutti i nostri piloti lavorino normalmente e collaborino con noi per ridurre al minimo i disagi durante questa agitazione”.
In caso contrario, è l’esplicita minaccia del capo del personale Ryanair, anche nel caso di adesione di un solo membro dell’equipaggio ci saranno ripercussioni economiche per tutti gli altri membri. Ma non solo: l’adesione allo sciopero potrebbe avere ripercussione su futuri aumenti in busta paga, trasferimenti ed eventuali promozioni.

Le reazioni oggi non si sono fatte attendere: i sindacati parlano di un inaccettabile attacco al diritto di sciopero, il presidente dell’Autorità di garanzia per gli scioperi, Giuseppe Santoro Passarelli, ha affermato che “la dichiarazione dei vertici di Ryanair appare non conforme ai principi del nostro ordinamento, nel quali lo sciopero, se esercitato legittimamente, è considerato un diritto costituzionale”, mentre il ministro dello sviluppo economico italiano Carlo Calenda ha parlato di atto “indegno”.


Sto seguendo attentamente questa vicenda ed ho prontamente inoltrato un’interrogazione alla Commissione europea, che vi riporto integralmente qui di sotto:

Il diritto di sciopero è affermato dall’art. 28 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, il cui valore è divenuto giuridicamente vincolante con il Trattato di Lisbona. Come specificato rispettivamente ai punti 44 e 91 delle Sentenze “Viking” e “Laval” della Corte di Giustizia, il diritto di intraprendere un’azione collettiva, ivi compreso il diritto di sciopero, deve essere riconosciuto quale diritto fondamentale facente parte integrante dei principi generali del diritto comunitario di cui la Corte stessa garantisce il rispetto.

Nonostante il diritto di sciopero sia garantito tanto dal diritto sovranazionale comunitario quanto dall’articolo 40 della Costituzione italiana, la compagnia low-cost Ryanair ha recentemente proibito l’esercizio di tale diritto ai dipendenti italiani, i quali rischiano di subire ripercussioni disciplinari in caso di adesione allo sciopero previsto per il 15 dicembre 2017, come specificato in una missiva inviata dal capo del personale di Ryanair.

Si chiede alla Commissione:

-se ritiene che le disposizioni previste da Ryanair si pongano in violazione dei principi sul diritto di sciopero sanciti nel diritto comunitario;

-se ritiene che tali disposizioni siano incompatibili con gli obiettivi comunitari descritti nella Comunicazione della Commissione del 8.6.2017, secondo cui settore dell’aviazione europea deve rimanere forte, competitivo e sostenibile e arrecare beneficio diretto ai cittadini nonchè ai lavoratori dell’UE.

Vi aggiornerò appena ci sarà una risposta, stay tuned!

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