Direttiva dell’eurobollo, il mio intervento in Commissione TRAN

La Commissione europea ha proposto di rivedere le norme in vigore in materia di pedaggi autostradali, la cosiddetta direttiva eurovignette (eurobollo). Tramite tale direttiva vigente dunque gli Stati europei possono tassare i trasportatori di mezzi pesanti applicando un bollo che permetta di recuperare i costi di costruzione, manutenzione, riparazione e ambientali. Gli oneri a oggi possono variare in base alle emissioni prodotte o al tempo di utilizzo dell’infrastruttura stradale.

La Commissione propone ora di estendere questa possibilità per gli Stati anche ai mezzi leggeri e ai bus, applicando questa volta i seguenti due principi: “chi inquina paga” e “chi usa paga”. I nuovi pedaggi saranno dunque calcolati sull’effettiva distanza percorsa e quindi direttamente correlati al reale utilizzo e ai conseguenti inquinamento e congestione del traffico che ne derivano.

L’obiettivo della Commissione è quello di applicare degli oneri che permettano di:

1) coprire i costi di manutenzione delle infrastrutture attraverso i pedaggi stradali;

2) includere i costi ambientali per ridurre l’impatto in termini di emissioni;

3) includere i costi di congestione per arrivare a una decogestione delle tratte più trafficate.

Nel sostenere la decarbonizzazione del settore dei trasporti, ho sottolineato che è necessario in tale ambito favorire lo sviluppo di infrastrutture sostenibili per agevolare nuove modalità di trasporto più pulite e per un abbandono del fossile.

Per raggiungere tali obiettivi è dunque importante che tutti i proventi rivenienti dal trasporto stradale vengano poi reinvestiti non solo per una adeguata manutenzione delle infrastrutture esistenti (e dunque maggiori garanzie di sicurezza), ma anche per sviluppare nuove modalità di trasporto a basso impatto ambientale.

Si chiede dunque trasparenza nell’uso degli introiti e obblighi di reinvestimento per gli Stati, affinché questa proposta di direttiva non diventi semplicemente un modo per vessare ulteriormente i cittadini, ma sia una occasione reale per sviluppare un trasporto più sicuro, efficiente e meno inquinante.

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