Direttiva sulla Sicurezza delle Infrastrutture Stradali, negoziati in corso

Questa sera sono uscita molto tardi dal Parlamento, dopo un meeting di due ore con la Commissione europea (presente la Commissaria ai #Trasporti Violeta Bulc) e la Presidenza Rumena del Consiglio europeo.

In discussione il trilogo sulla revisione della Direttiva sulla #Sicurezza delle Infrastrutture Stradali, dossier di cui sono stata relatrice per il Parlamento. Al tavolo, a negoziare, eravamo noi tre (io rappresento il Parlamento, chiaramente), ma attorno a me avevo anche i miei colleghi dei vari gruppi politici, relatori ombra sul dossier in esame (loro tuttavia possono solo assistere, senza intervenire).

Avrei desiderato concludere ieri sera la negoziazione, ed ero partita con le migliori intenzioni, ma non si può stringere un accordo con chi non ha intenzione di “cedere” su nessun punto!
Il meccanismo di co-decisione che vige in Europa, benché farraginoso, consente di avere dei testi solitamente equilibrati.

Ma ieri sera, da una parte vi era la Commissione, ansiosa di chiudere il dossier con qualunque tipo di accordo, (anche con compromessi da riscrivere in tempo reale, su due piedi…) e dall’altra una rappresentanza del #Consiglio, quella Rumena, che non era in grado su nessun punto di portare una posizione univoca dei 28 Stati Membri., poiché “Francia, Germania e Spagna si oppongono”…..

In qualità di Presidente della seduta di negoziazione, e come Rappresentante del Parlamento europeo, nell’interesse primario dei cittadini che rappresento, ho preso ieri sera la decisione di interrompere i negoziati e di rimandare il tutto ad un ultimo tentativo di negoziazione il prossimo 21 febbraio. Il Parlamento europeo è un luogo serio, non si può arrivare al tavolo della negoziazione con i fogli volanti e le idee confuse, con totale chiusura e nessuna volontà collaborativa. Ringrazio i miei colleghi relatori ombra per avermi supportata ed essermi stati vicino.

Abbiamo difeso la posizione più vantaggiosa per i cittadini europei e continueremo a farlo, a costo, mio malgrado, di non chiudere positivamente questo dossier.

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